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Europa in crescita: nel settembre 2026 raccolti 15,8 miliardi per tech startup

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Il finanziamento tecnologico in Europa ha registrato un notevole incremento, raggiungendo la cifra di 15,8 miliardi di euro in settembre attraverso 300 operazioni. Questo dato porta il totale per il 2026 a quasi 60 miliardi di euro, sebbene la metà di questi investimenti sia stata originata nel Regno Unito, come riportato dalla pubblicazione online tech.eu.

Il picco di attività rappresenta un quarto degli investimenti annuali realizzati finora e segna un netto recupero rispetto ad agosto, che aveva visto solo 3,2 miliardi di euro raccolti in 165 operazioni. Questo trend evidenzia l’attrazione di capitali significativi per le aziende tecnologiche europee, suggerendo che potrebbero un giorno scalare al fine di ridurre la dipendenza del continente dai colossi tecnologici statunitensi.

Tuttavia, il volume degli investimenti è ancora lontano dai livelli statunitensi, che ha attratto 50 miliardi di dollari nello stesso periodo e circa 800 miliardi di dollari annuali in infrastrutture cloud e AI.

Le principali operazioni di investimento

Tra le 300 operazioni effettuate a settembre, 25 aziende hanno raccolto oltre 100 milioni di euro ciascuna, compresi tre round oltre 1 miliardo di euro garantiti dalla piattaforma AI Mistral e dalla società di infrastruttura AI Nscale. L’operazione più significativa del mese è stata quella della francese Mistral, che ha raccolto 3 miliardi di euro in un round di serie D, con una valutazione post-money superiore ai 21 miliardi di euro.

I settori che hanno attratto la maggior parte degli investimenti sono stati il cloud computing e l’intelligenza artificiale, con 5,541 miliardi di euro investiti nel cloud in 44 operazioni e 4,194 miliardi di euro in intelligenza artificiale. Altri settori di investimento significativo includono il fintech (847,7 milioni di euro), la salute (826,3 milioni di euro), lo spazio (725,8 milioni di euro), la robotica (508,3 milioni di euro), il software (421,1 milioni di euro), la sicurezza (319,8 milioni di euro), le telecomunicazioni (315 milioni di euro) e le deep tech (274,5 milioni di euro).

I principali paesi in termini di finanziamenti

Il Regno Unito si conferma come il principale mercato di raccolta fondi in Europa a settembre, assicurando 7,3 miliardi di euro, pari alla metà del totale del mese, attraverso oltre 65 transazioni. Seguono Francia con 3,478 miliardi di euro, Germania con 1,155 miliardi di euro, Paesi Bassi con 1,119 miliardi di euro, Spagna con 615,8 milioni di euro, Portogallo con 524,1 milioni di euro, Svezia con 399,9 milioni di euro, Italia con 373,1 milioni di euro, Bulgaria con 177,7 milioni di euro e Finlandia con 175,8 milioni di euro.

Investitori e iniziative dell’UE

A settembre, oltre 11.700 investitori hanno partecipato agli investimenti, con la banca pubblica francese BPI France coinvolta nel maggior numero di operazioni (8). Al secondo posto si trova il fondo di venture capital pubblico-privato tedesco High-Tech Gründerfonds con 7 operazioni, seguito dal fondo di venture capital italiano Vento e dall’agenzia nazionale per l’innovazione del Regno Unito Innovate UK, entrambi con 6 operazioni.

L’Unione Europea dispone di diverse misure di finanziamento mirate al settore tecnologico, mirando non solo a ridurre la propria dipendenza dai colossi tecnologici americani, ma anche a garantire la propria sovranità tecnologica. A luglio, la Commissione Europea ha lanciato un’iniziativa pubblico-privata da 10 miliardi di euro per sostenere la costruzione di sette gigafabbriche di AI in Europa, accanto a un obiettivo di sbloccare 20 miliardi di euro in finanziamenti privati per sviluppare modelli di intelligenza artificiale competitivi con leader come Claude e ChatGPT.

Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti gestisce il Programma TechEU, che combina 70 miliardi di euro in debito e capitale per mobilitare 250 miliardi di euro entro il 2027, portando le startup europee dalla fase di avvio alla IPO. La Commissione Europea ha reso disponibili 8,1 miliardi di euro tramite il suo Digital Europe Programme per supportare il supercalcolo, la cybersecurity, le competenze digitali avanzate e i semiconduttori attraverso il Chips Act. Infine, c’è il Scaleup Europe Fund, un’iniziativa da 5 miliardi di euro gestita dalla società di private equity svedese EQT, per investire in AI, quantum computing, clean tech e biotech.

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