Il piano nazionale britannico per l’identità digitale, inizialmente previsto come misura obbligatoria, è stato ufficialmente accantonato, ma il governo continua a lavorare su una serie di iniziative legate all’identificazione digitale. Nonostante la cancellazione del controverso schema, gli ufficiali di Whitehall hanno confermato che proseguono gli sviluppi di GOV.UK One Login, portafogli digitali e oltre 80 tipi di credenziali digitali destinate a facilitare la verifica dell’identità.
Il piano originale per una carta d’identità digitale obbligatoria, sostenuto da Keir Starmer, aveva suscitato preoccupazioni tra i difensori della privacy, preoccupati per eventuali abusi di sorveglianza. In seguito, il governo ha reso il progetto volontario prima di decidere di abbandonarlo completamente.
Tuttavia, i recenti dibattiti parlamentari hanno rivelato che, nonostante lo schema nazionale sia considerato “morto”, gli sviluppi tecnologici nell’ambito dell’identità digitale non si sono fermati. Durante un’audizione della Commissione per i conti pubblici, gli ufficiali hanno confermato che governi e aziende stanno lavorando a un portafoglio digitale, che includerà documenti come prove di benefici e certificati di guida.
Durante l’incontro, Sarah Green, deputata del Liberal Democrat, ha sollevato interrogativi sulla continuità delle infrastrutture di identità digitale nel settore pubblico. Susannah Storey, segretaria permanente del DCMS (Department for Digital, Culture, Media and Sport), ha chiarito la distinzione tra il piano nazionale annullato e i progetti di identità digitale in corso. One Login, ha spiegato, permette già agli utenti di provare la loro identità online, ma non si tratta di una strategia nazionale di identità digitale.
Rod Latham, direttore della cybersecurity e dell’identità digitale del DCMS, ha aggiunto che il governo ha annullato solo un prodotto identitario nuovo, mentre servizi come One Login e Gov Wallet erano già in fase di sviluppo prima dell’annuncio della bozza nazionale.
Inoltre, è già iniziato il collaudo di credenziali digitali che dovrebbero funzionare anche con le aziende private. Natalie Jones ha annunciato che il governo ha istituito un ambiente di test per permettere ai fornitori del settore privato di integrarsi con la tecnologia del portafoglio digitale. Questo consentirà l’uso di patenti di guida digitali per dimostrare l’età nei pub, ritirare pacchi o verificare la propria identità online.
Mentre alcuni deputati hanno espresso preoccupazioni riguardo alla privacy, chiedendo se i cittadini dovranno acconsentire prima della condivisione dei loro dati tra i vari dipartimenti governativi, Christine Bellamy, direttore generale ad interim per i prodotti digitali del Government Digital Service, ha affermato che, nel contesto dei servizi digitali, il consenso è fondamentale. Tuttavia, rimane il fatto che i vari dipartimenti possono già condividere dati senza autorizzazione.
Rupert Lowe, deputato, ha avvertito che il Regno Unito potrebbe installare un sistema di identità digitale “per via indiretta” piuttosto che attraverso un approccio trasparente. I funzionari hanno comunque insistito sul fatto che i servizi attualmente in fase di sviluppo sono fondamentalmente diversi dallo schema nazionale abbandonato e che gli utenti continueranno ad avere opzioni alternative per l’identificazione digitale.
Nonostante la morte ufficiale del piano per l’identità digitale nazionale, One Login, i portafogli digitali e le molteplici credenziali pianificate garantiscono a Whitehall un ampio margine di manovra in questo settore.



