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Attacco informatico all’AfD: oltre 345.000 email esposte e rivelazioni scottanti

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Attacco informatico all'AfD: oltre 345.000 email esposte e rivelazioni scottanti

Un attacco informatico al partito politico tedesco di destra Alternativa per la Germania (AfD) ha portato alla fuoriuscita di centinaia di migliaia di email riservate e allegati, oltre a più di 345.000 indirizzi email unici. La piattaforma Have I Been Pwned ha confermato oggi per la prima volta l’entità della violazione, dopo che l’AfD aveva ufficialmente rivelato l’attacco avvenuto a settembre ai danni del proprio fornitore di hosting.

Nella sua dichiarazione, l’AfD ha sostenuto che “solo pochi account email sono stati copiati illegalmente”, ma ha ammesso che è stato sottratto un grande quantitativo di dati, portando a una violazione estesa. Le email sono state caricate su quello che il partito ha definito “un sito web attivista”, il quale ha riassunto le catene di email in argomenti ricercabili, rivelando vari dettagli, inclusi i commenti di un co-leader del partito sulle opinioni “profondamente problematiche” dei colleghi riguardo al discorso razziale.

Secondo un rapporto del giornalista investigativo Lilith Wittmann, l’attacco è stato scoperto per la prima volta il 9 settembre e ha avuto inizio con la compromissione di un sito WordPress poco protetto. Da quel momento, i criminali informatici avrebbero ottenuto accesso persistente ai server operati dal fornitore di hosting, identificato come Alternita Dienstleistungs GmbH, esfiltrando oltre un terabyte di dati.

Attualmente, non ci sono fonti ufficiali che abbiano verificato le affermazioni dei pirati informatici riguardo il modo in cui si è svolto l’attacco. L’AfD ha informato i proprietari degli account email interessati e ha riportato l’attacco alle autorità di sicurezza. In una dichiarazione rilasciata il 20 ottobre, il partito ha espresso grande preoccupazione per quanto accaduto, definendo l’attacco “illegale e un reato criminale”. Inoltre, l’AfD ha etichettato l’incidente come un attacco al sistema politico tedesco e, di conseguenza, alla democrazia.

Il partito ha espresso particolare preoccupazione per il fatto che, apparentemente, il contenuto dei documenti rubati sia stato analizzato utilizzando un’IA “molto rudimentale”, focalizzata su parole chiave piuttosto che sul contesto. Le presunte rivelazioni finite finora sotto i riflettori non avrebbero retto a un’analisi critica, come confermato da un numero crescente di commentatori sui social media.

Tra i riassunti generati dall’IA e pubblicati dal sito attivista vi sarebbero email che esprimerebbero opinioni relative alla negazione dell’Olocausto, sfoghi razzisti e antisemiti, il disastro dell’11 settembre, documenti falsificati, e altro ancora. Il settimanale Der Spiegel ha esaminato i file grezzi e ha riportato che la leader del partito, Alice Weidel, sembrerebbe aver avuto conoscenza di donazioni illegali legate alle elezioni federali del 2017 settimane prima di quanto dichiarato in precedenza.

La posizione dell’AfD è che i riassunti generati dall’IA delle email non siano affidabili, ma non ha commentato specificamente sulla veridicità dei file email grezzi disponibili per il download tramite torrent. Non ha fornito immediata risposta alle richieste di chiarimenti, ma ha già dichiarato in precedenza ai reporter che non commenterà se le email o le vicende scritte basate su di esse possano essere considerate attendibili.

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