L’agenzia spaziale europea, attraverso la missione Solar Orbiter, ha fornito nuovi indizi sul fenomeno delle “switchback” nel vento solare, consentendo agli scienziati di risalire alla loro origine presso il Sole.
Le “switchback” sono chicane a forma di S nel campo magnetico del vento solare, caratterizzate da improvvisi e ampi deflessioni. Sebbene nel 2022 il satellite avesse già confermato la struttura a S, si era ancora in attesa di chiarire la sua origine. I dati raccolti dalla sonda indicavano che il fenomeno potrebbe avere luogo vicino alla superficie solare, ma un recente passaggio attraverso una switchback ha permesso ai ricercatori di identificarne la fonte.
Jesse Coburn del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica francese (CNRS/LPP) ha commentato: “Solar Orbiter è passato attraverso una switchback molto grande, che ci ha permesso di campionare particelle raramente osservate, dotate di caratteristiche indicative della loro origine.”
Utilizzando lo strumento Solar Wind Analyser (SWA) del Solar Orbiter, i ricercatori hanno analizzato il plasma della switchback, trovando particelle che sembrano essersi formate all’interno di calde strutture magnetiche presenti sulla superficie del Sole.
Secondo Coburn, “esistono due principali teorie concorrenti su come si formi una switchback, e quindi il vento solare.” La specifica combinazione di particelle rilevate dalla sonda è considerata una prova a sostegno del processo noto come ” riconnessione di intercambiamento”, in cui zone del Sole con proprietà magnetiche diverse interagiscono, causando un rilascio di plasma precedentemente intrappolato nello spazio. L’altra teoria fa riferimento a processi legati a onde e turbolenze.
Stephanie Yardley dell’Università di Northumbria nel Regno Unito ha aggiunto: “É entusiasmante notare che osserviamo anche segni di onde e turbolenze, ma probabilmente solo dopo che la switchback è uscita nello spazio. Una volta che la switchback ha lasciato il Sole, onde e turbolenze governeranno il suo movimento.”
I dati provenienti anche dal Solar Dynamics Observatory della NASA sono stati integrati per rivelare la fonte solare delle switchback.
Questi risultati sono importanti perché aiutano a comprendere come il Sole riscaldi la propria atmosfera e acceleri le particelle del vento solare. Inoltre, hanno implicazioni per la previsione di tempeste solari e della loro intensità.
Daniel Müller, scienziato di progetto dell’ESA per il Solar Orbiter, ha dichiarato: “Le nostre vite, sia sulla Terra che nello spazio, sono intrecciate con ciò che accade sulla nostra stella. Il vento solare connette la Terra al Sole e la nostra comprensione delle sue dinamiche ha implicazioni fondamentali per proteggere il nostro pianeta da eventi atmosferici estremi.”



