OpenAI ha recentemente lanciato i “dots”, definiti come “agenti sempre attivi” che operano su un cloud dedicato. Tuttavia, la reale prontezza di questa tecnologia e la sua facilità d’uso sembrano essere state sovrastimate. Molti utenti hanno infatti segnalato fallimenti nei compiti e problemi di connessione, con alcuni dots che scompaiono e rifiuti da parte del sistema, apparentemente per prevenire abusi.
Inoltre, il forum della OpenAI Developer Community ha evidenziato preoccupazioni simili riguardo all’uso dei dots. OpenAI non ha rilasciato commenti ufficiali in merito a questi problemi.
Prospettive sugli agenti sempre attivi
Secondo ABI Research, gli “AI claws”, ovvero gli agenti sempre attivi, hanno il potenziale di modellare l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, favorendo la transizione da assistenti isolati a ecosistemi di agenti modulari. Anche se i dots hanno affrontato alcuni inconvenienti, ci sono utenti entusiasti, e non mancano critiche sui social network, dove alcuni sostengono che OpenAI abbia affrettato il lancio in risposta alla concorrenza, come Meta Muse e Grok Bot, e a questioni di sicurezza.
Di fronte a questi problemi, alcuni sviluppatori e aziende stanno cercando di offrire servizi simili a costi più contenuti e con meno restrizioni. Un esempio è Tawkit, che ha sviluppato un SDK chiamato CopilotKit e ha introdotto OpenDots, un’alternativa open source a Dots. Questa soluzione permette agli utenti di ospitare un agente autonomo, utilizzando una piattaforma personalizzabile in base alle proprie esigenze.
Un’altra proposta è Open Dot, un progetto open source per Mac che consente di utilizzare modelli AI attraverso OpenRouter. Nonostante l’obiettivo di ridurre i costi, il progetto non elimina completamente le spese associate all’uso di agenti AI.
Utilizzo e sfide future
Open Dot consente di collegarsi a diverse applicazioni, come Gmail, Calendar, Slack, Notion e GitHub, tramite la piattaforma Composio. Il creatore di Open Dot, Prathit Joshi, attualmente impiega questo strumento per gestire attività quotidiane, come creare liste di cose da fare basate sui messaggi di Slack e riassumere post sui social media. Joshi ha sottolineato l’importanza di sviluppare strumenti aperti che possono supportare casi d’uso non coperti dalle aziende che utilizzano modelli chiusi.
In questo panorama competitivo, la distinzione tra OpenAI Dots, OpenDots e Open Dot può risultare confusa, ma non ci si aspetta un miglioramento immediato. Le aziende continuano a rivestire modelli sempre più commoditizzati con strati di protezione, nel tentativo di creare un business sostenibile. Ad esempio, Elon Musk ha recentemente dichiarato che Grok Bot potrebbe fungere da router di modelli piuttosto che come interfaccia per un modello specifico, affermando che SpaceX utilizzerà il modello migliore disponibile per ciascun compito.



