Un episodio allarmante di errore tecnologico ha coinvolto i piloti dell’Air Force statunitense, i quali avrebbero utilizzato chiavette USB infette per pianificare missioni in Afghanistan. Questa situazione mette in luce le gravi lacune nella gestione della sicurezza informatica da parte di uno dei corpi militari più potenti al mondo.
Justin Henkel, Chief Information Security Officer di SolarWinds e ex esperto di sicurezza IT in seno all’Air Force, ha raccontato la storia di quel periodo. Nei primi anni 2000, prima che le chiavette USB diventassero di uso comune, i militari utilizzavano CD per trasferire dati delle missioni, con la pratica di inserire tali supporti sia in sistemi classificati che non. “Scrivevano un CD e poi, dopo averlo usato in un sistema non classificato, lo inserivano in quello classificato per completare la pianificazione della missione”, spiega Henkel.
La transizione dai CD alle chiavette USB ha portato a problematiche significative. I piloti non avevano compreso appieno i rischi associati all’uso dello stesso dispositivo in contesti classificati e non classificati. Henkel osserva che molti membri dell’Air Force compravano le loro flash drive da venditori locali piuttosto che da fornitori ufficiali militari, talvolta anche in negozi in Afghanistan, dove la qualità dei dispositivi poteva essere dubbia.
Questa situazione ha inavvertitamente favorito i nemici, che hanno iniziato a vendere chiavette infette ai venditori locali. Henkel, pur essendo consapevole del rischio di utilizzare un “sneakernet” con sistemi classificati, si è trovato in difficoltà nel far capire l’importanza di tale problema ai superiori. “Era scioccante”, ha dichiarato. “Ero un giovane di 22 anni, relativamente nuovo, che cercava di informare ufficiali superiori che ciò che stavano facendo era una violazione della sicurezza”.
L’approccio negligente alla sicurezza informatica ha portato a eventi significativi, come la diffusione di un worm chiamato Agent.BTZ nel 2008, a seguito del quale un laptop con accesso al Comando Centrale degli Stati Uniti è stato infettato da un’unità USB compromessa. Questo malware, attribuito a gruppi russi, era in grado di raccogliere informazioni sensibili dai computer infetti. Ci sono voluti ben 14 mesi al Pentagono per rimuoverlo completamente dai propri sistemi.
Solo a seguito di tali eventi, il Dipartimento della Difesa ha deciso di vietare l’uso di chiavette USB nel 2008, obbligando le trasferimenti di dati ad avvenire attraverso sistemi più sicuri. Nel 2010, dopo adeguate precauzioni, l’uso delle chiavette è stato nuovamente autorizzato in determinate circostanze.



