Home Intelligenza Artificiale Google e NASA sviluppano un robot medico per assistere gli astronauti nello...

Google e NASA sviluppano un robot medico per assistere gli astronauti nello spazio

0
1
Google e NASA sviluppano un robot medico per assistere gli astronauti nello spazio

Google sta collaborando con NASA per sviluppare un assistente medico robotico destinato a supportare gli astronauti durante future missioni nello spazio profondo. Jim Kelly, vice presidente del settore pubblico di Google, ha annunciato in un post sul blog che il progetto della “fabbrica di cioccolato” è destinato a portare la tecnologia oltre la luna, con il coinvolgimento del Programma di Ricerca Umana di NASA, del team di robotica del Johnson Space Center e del Jet Propulsion Laboratory.

Questo progetto di robotica si basa sull’assistente digitale per il medico di equipaggio (CMO-DA), un sistema di supporto decisionale medico alimentato dall’intelligenza artificiale, sul quale Google ha iniziato a lavorare con NASA lo scorso anno. CMO-DA, che utilizza lo strumento open source RamaLama supportato da Red Hat, è attualmente in fase di valutazione su computer terrestri simili a quelli utilizzati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo sistema è progettato per eseguire modelli di intelligenza artificiale localmente per valutare problemi medici, un aspetto fondamentale per le missioni spaziali future a causa dei ritardi nelle comunicazioni tra la Terra e gli astronauti in viaggio interstellare.

Un Assistenza Medica Robotizzata

Secondo Kelly, “Un astronauta in una futura missione nello spazio profondo verso Marte potrebbe affrontare gravi sfide operative, inclusi ritardi nella comunicazione di andata e ritorno fino a 44 minuti, rendendo praticamente impossibile la guida medica in tempo reale per l’equipaggio.” Pertanto, il robot è concepito come un supporto a un ufficiale medico umano, assumendo compiti medici e svolgendo ulteriori attività quando non è necessaria assistenza in sala.

“Per massimizzare la sua utilità per un equipaggio ridotto, il sistema robotico è progettato come un gestore di ‘payload’ versatile capace di gestire carichi, logistica ed attrezzature”, ha spiegato Kelly. “Quando non è impiegato per la manutenzione di routine, come organizzare strumenti o garantire il corretto funzionamento degli scomparti, può passare a supporto medico.” Un esempio fornito da Kelly include un caso in cui la robot assistente potrebbe recuperare e preparare un’ecografia per un astronauta che presenta dolori lombari acuti, permettendo all’ufficiale medico di interpretare l’esame e decidere il trattamento.

“L’obiettivo finale è costruire un sistema robotico in grado di eseguire una varietà di compiti attraverso semplici istruzioni vocali, sotto la supervisione e il comando diretto degli astronauti,” ha aggiunto Kelly. “Ad esempio, il robot potrebbe essere incaricato di assistere nel monitoraggio della salute di routine, come la rilevazione di parametri vitali o semplici ecografie, sempre sotto la stretta guida di un ufficiale medico umano.”

Stato del Progetto e Sfide Future

Attualmente, il progetto sembra essere ancora in una fase preliminare. Google ha menzionato diverse tecnologie in fase di esplorazione, inclusi i lavori del JPL per adattare strumenti di monitoraggio satellitare, originariamente utilizzati per tracciare oggetti in orbita, affinché possano aiutare il robot a navigare in spazi tridimensionali. Il progetto si trova ancora nella fase di prova del concetto, con dimostrazioni preliminari condotte in laboratorio, ma Google non ha confermato l’esistenza di un robot totalmente integrato e pronto per lo spazio.

Kelly ha spiegato che Google ha utilizzato il simulatore fisico MuJoCo di DeepMind per testare i movimenti del robot, che ha ottenuto un tasso di successo iniziale dell’85% nei test di laboratorio riguardanti la localizzazione e il movimento di una borsa medica. Sebbene ciò non dimostri che sia pronto ad assistere nelle procedure mediche, rappresenta un primo passo significativo.

Google ha indirizzato le domande verso NASA, che ha rifiutato di fornire dettagli specifici, dichiarando che l’agenzia è al lavoro su vari progetti di “superintelligenza” (un termine che in realtà si traduce in intelligenza artificiale) per le sue numerose missioni, collaborando con partner per valutarli per potenziali applicazioni future.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here