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Musk contesta le stime di NASA sui lanci lunari necessari per Artemis

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Musk contesta le stime di NASA sui lanci lunari necessari per Artemis

Nelle ultime settimane, il presidente di SpaceX, Elon Musk, ha espresso il suo disaccordo riguardo le stime di lancio presentate dal Aerospace Safety Advisory Panel (ASAP) della NASA per il programma Artemis. Secondo il rapporto, sarebbero necessari circa 22 lanci per supportare il prossimo atterraggio lunare del sistema di atterraggio umano (HLS) basato su Starship. Musk ha prontamente ribattuto, affermando che il numero reale si attesterebbe tra 6 e 8 lanci.

Il programma Artemis prevede che i lander lunari in fase di sviluppo necessitino di rifornimenti in orbita, il che implica ulteriori lanci per portare il propellente necessario prima che gli astronauti possano atterrare sulla superficie della Luna. A differenza delle missioni Apollo, in cui un solo lancio del razzo Saturn V era sufficiente a inviare un Lunar Module completamente rifornito verso la Luna, i lander moderni presentano esigenze più complesse, tra cui trasferimenti affidabili di propellente criogenico tra veicoli spaziali.

Fino ad oggi, SpaceX ha effettuato un solo volo di prova di Starship in orbita, ma ne prevede molti altri nei prossimi mesi. Se le stime del panel risultassero corrette, Musk e il suo team si troverebbero ad affrontare una strada in salita per soddisfare i requisiti della NASA.

Il programma Artemis continua a rimanere ambizioso, con l’obiettivo di portare esseri umani sulla Luna prima della fine del mandato dell’ex presidente Trump, nonostante i recenti aggiustamenti che hanno incluso il lancio di Artemis III come dimostrazione delle tecnologie lunari in bassa orbita terrestre nel 2027.

ASAP ha elogiato la fase Artemis II e il nuovo amministratore della NASA, Jared Isaacman, ma ha sollevato preoccupazioni riguardo l’accesso futuro all’orbita terrestre bassa. I piani di SpaceX per ritirare i razzi Falcon e le navette Dragon potrebbero complicare qualsiasi estensione delle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e il lancio dei veicoli di deorbitazione.

C’è anche da considerare la Starliner di Boeing, il cui lancio non equipaggiato è stato ipotizzato per dicembre 2026, ma ora il panel prevede il lancio al più presto per metà gennaio 2027, con la programmazione ancora in fase di revisione. L’interruzione delle operazioni di Dragon potrebbe ridurre a Starliner l’unica opzione commerciale per il trasporto di astronauti verso e dalla ISS, non rappresentando la ridondanza sperata dalla NASA e rimanendo un promemoria del fatto che le aziende commerciali non sono obbligate a fornire servizi ininterrottamente.

Attualmente, l’unica alternativa statunitense al Dragon cargo è il Cygnus di Northrop Grumman, mentre una possibile opzione cargo internazionale è rappresentata dall’HTV-X di JAXA. La Russia, nel frattempo, continua a trasportare equipaggi con le navette Soyuz e carico con i cargo Progress, ma la NASA sta da tempo cercando alternative statunitensi.

Un rapporto scritto è previsto per inizio anno prossimo, con probabilmente molte osservazioni e raccomandazioni in merito.

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