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Microsoft nell’occhio del ciclone: azionisti chiedono chiarezza su obiettivi di sostenibilità

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Microsoft nell'occhio del ciclone: azionisti chiedono chiarezza su obiettivi di sostenibilità

Microsoft potrebbe affrontare un voto: gli azionisti curiosi sui suoi piani per ridurre le emissioni

Trillium Asset Management ha chiesto a Microsoft di chiarire come intende raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) per il 2030, supportando una proposta azionaria che verrà presentata alla prossima assemblea degli azionisti dell’azienda.

Nel 2020, la società di Redmond si era posta ambiziosi obiettivi ambientali, dichiarando di voler diventare “carbon-negative” entro il 2030 e di aver rimosso l’equivalente di tutte le emissioni di carbonio generate sin dalla sua fondazione entro il 2050.

Tuttavia, dall’inizio del decennio, lo sviluppo esplosivo dell’intelligenza artificiale e la domanda crescente di modelli sempre più complessi hanno portato a un aumento della richiesta di infrastrutture informatiche ad alte prestazioni, causando una corsa alla costruzione di nuovi data center per ospitarle. Microsoft ha beneficiato di questa domanda, con la sua divisione cloud che ha registrato un fatturato di 214,4 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2026, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente.

Questa situazione ha avuto un impatto negativo sulle emissioni della compagnia, che, secondo l’ultimo Rapporto sulla sostenibilità ambientale, sono aumentate da 13 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nel 2020 a 20 milioni di tonnellate nel 2025. Senza le attuali iniziative di riduzione del carbonio, le emissioni sarebbero aumentate fino a circa 34 milioni di tonnellate, come stimato da Microsoft.

L’incremento è principalmente attribuibile alle emissioni indirette (Scope 3) legate alla costruzione e al funzionamento dei data center necessari per soddisfare la domanda di servizi cloud e formazione dell’IA. Inoltre, nel 2025 si è registrato un maggior contributo delle emissioni di tipo Scope 2, relative alla generazione di energia acquistata dall’azienda, che rappresenta il 13% delle emissioni totali, rispetto al 2% nel 2024.

Trillium Asset Management, specializzata in investimenti sostenibili e responsabili, sta esortando gli azionisti di Microsoft a votare a favore della Proposta 4 durante l’assemblea annuale programmata per l’8 dicembre. In una comunicazione rivolta alla SEC, la proposta chiede a Microsoft di fornire informazioni aggiuntive su come intende gestire i propri impegni climatici. Queste informazioni dovrebbero andare oltre quanto attualmente divulgato, senza rivelare informazioni riservate, e dovrebbero essere presentate annualmente.

Secondo la proposta, Microsoft aveva affermato che il raggiungimento del suo obiettivo di emissioni negative richiedeva “non solo un obiettivo audace ma anche un piano dettagliato”, evidenziando la trasparenza come uno dei principi guida del suo piano climatico. Si sottolinea che le emissioni sono ora superiori del 62% rispetto al livello del 2020 e si chiede a Microsoft di applicare gli stessi principi che aveva delineato nel 2020, mostrando il piano e spiegando come intende procedere.

Nella comunicazione alla SEC, Trillium mette in guardia che non rispettare i propri obiettivi climatici potrebbe minare la credibilità di Microsoft, influenzando la fiducia degli investitori. Se la società non dovesse soddisfare gli impegni presi per il 2030, potrebbe subire danni reputazionali. La proposta ha già suscitato l’attenzione di investitori legali che accusano Microsoft di mancanza di trasparenza riguardo alle spese per l’IA e il cloud.

Al contrario, Trillium sostiene che la divulgazione di un piano di transizione climatica potrebbe rivelarsi preziosa per i grandi investitori istituzionali che considerano il cambiamento climatico un rischio sistemico per la crescita economica futura.

Microsoft ha già raccomandato agli azionisti di votare contro la proposta, affermando che non dimostra che le attuali divulgazioni siano insufficienti per consentire agli investitori di valutare la strategia e le prestazioni dell’azienda in relazione al clima. Microsoft sostiene che la proposta richiede una serie di nuove informazioni che vanno oltre i requisiti legali e normativi e i quadri di riferimento volontari esistenti per la rendicontazione climatica. Inoltre, la società osserva che la proposta richiede scenari ipotetici, piani di contingenza e altre informazioni future intrinsecamente incerte e soggette a cambiamenti. Microsoft intende concentrarsi sul proprio Rapporto sulla sostenibilità e su altri documenti ambientali, rispettando eventuali nuovi obblighi di divulgazione che potrebbero sorgere a livello globale.

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