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Google in difficoltà con la monetizzazione delle ricerche in modalità AI

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Google in difficoltà con la monetizzazione delle ricerche in modalità AI

Le azioni di Alphabet, la casa madre di Google, hanno subito un crollo di quasi il dieci percento mercoledì, dopo che la compagnia ha rivelato che le ricerche potenziate dall’intelligenza artificiale (AI) generano meno entrate rispetto ai tradizionali annunci pubblicitari del suo motore di ricerca.

Nella pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, Alphabet ha anche comunicato che il tasso di crescita delle query di ricerca anno su anno è il più alto negli ultimi cinque anni. Una parte di questa crescita proviene dall’adozione del “AI Mode”, il sistema di ricerca basato su modelli di linguaggio di Google.

Le entrate da ricerca di Google sono aumentate del 12% su base annua, raggiungendo 63,25 miliardi di dollari, un valore inferiore al 14,5% registrato nello stesso trimestre dell’anno scorso.

Durante la conferenza sui risultati, il direttore commerciale Philipp Schindler ha attribuito il rallentamento a “una monetizzazione inferiore che stiamo osservando in AI Mode”. Questo è un campanello d’allarme, considerando che Google ha investito ingenti somme in infrastrutture, spendendo 51,4 miliardi di dollari nel terzo trimestre, di cui circa due terzi destinati a server e attrezzature di rete.

Tale spesa ha avuto ripercussioni sulla redditività: Alphabet ha riportato un reddito netto di 26,17 miliardi di dollari per il trimestre, rispetto ai 35 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, quando le entrate totalizzavano 102,35 miliardi di dollari.

Tuttavia, Schindler è ottimista riguardo alle prospettive future della ricerca AI: “In AI Mode, molte di queste query sono di tipo ‘upper funnel’, permettendoci di catturare nuove intenzioni commerciali di alto valore”, ha dichiarato agli investitori. Inoltre, ha sottolineato che la maggior parte delle query di AI Mode è incrementale, creando così ulteriori opportunità di monetizzazione nel tempo.

Per sfruttare una di queste opportunità, Google ha avviato l’inserimento di annunci accanto alle ricerche in AI Mode a livello globale, dopo i test iniziali negli Stati Uniti. Tuttavia, al momento, le ricerche in AI Mode non sono altrettanto redditizie rispetto al business di ricerca esistente, che ha generato quasi la metà del fatturato trimestrale di 125,8 miliardi di dollari di Alphabet.

Il cloud di Google rappresenta la sua seconda fonte di guadagno, con 24,75 miliardi di dollari nel trimestre; tuttavia, anche questo settore affronta delle sfide, dal momento che Google non dispone di capacità sufficiente per servire tutti i suoi clienti. Di conseguenza, l’azienda ha iniziato a trasferire alcuni carichi di lavoro a terzi e ha avvertito che ciò influenzerà i margini futuri.

Il CEO di Google Cloud, Thomas Kurian, ha riportato che oltre 100 aziende utilizzano il silicio TPU dell’azienda, aggiungendo che “tutto l’inventario dei sistemi TPU è associato a contratti vincolati”, il che significa che Google può contare su alcune entrate per coprire una parte degli investimenti. La società prevede di registrare entrate dalle vendite di TPU a terzi nei prossimi trimestri.

Infine, il CEO Sundar Pichai ha espresso ottimismo riguardo al futuro delle entrate legate all’AI, sottolineando che l’app Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti più rapidamente di qualsiasi altro prodotto nella storia dell’azienda, e ha elogiato le performance dei suoi modelli. Ha annunciato che Google sta accelerando lo sviluppo di strumenti di AI agentici, inizialmente focalizzandosi sui clienti business, “perché gli standard di sicurezza, protezione e governance sono estremamente elevati”.

Pichai non ha però indicato quando tali strumenti saranno integrati nella ricerca e non ha chiarito se riusciranno a evitare i problemi di monetizzazione già sperimentati con AI Mode. Nonostante queste difficoltà, la compagnia ha mantenuto la previsione di spese in conto capitale tra i 195 e i 205 miliardi di dollari per quest’anno e ha annunciato che intende spendere “significativamente” di più nel 2027.

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