Un’importante organizzazione europea per la protezione dei dati ha annunciato di aver sporto cinque denunce in Europa contro la startup americana Scale AI, accusandola di violare i diritti dei lavoratori attraverso il suo sistema di monitoraggio sulla piattaforma Outlier. Questa notizia arriva in un contesto di crescente scrutinio nei confronti delle aziende di intelligenza artificiale in Europa, in particolare dopo che l’ufficio dell’UE per l’intelligenza artificiale ha avviato indagini suOpenAI e Anthropic.
Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha firmato un accordo con i sei maggiori gruppi americani operanti nel settore dell’intelligenza artificiale, dando loro la libertà di regolare autonomamente le loro attività. Ciò evidenzia le crescenti divisioni su come governare questa tecnologia in ambito globale. In tutto il mondo, vi sono anche timori crescenti riguardo alla possibilità che l’intelligenza artificiale possa sostituire posti di lavoro e essere utilizzata per scopi dannosi.
L’organizzazione Europea Centre for Digital Rights, nota come Noyb, ha dichiarato che presenterà due denunce in Austria, una in Francia, una nei Paesi Bassi e un’altra in Italia, riguardo al monitoraggio dei lavoratori e alla mancanza di protezioni garantite dal modello contrattuale freelance utilizzato per reclutare il personale. La piattaforma Outlier di Scale AI coinvolge freelance e esperti del settore nella formazione, valutazione e miglioramento di modelli di intelligenza artificiale, adottando un modello di lavoro simile a quello di piattaforme come Uber o i servizi di consegna di cibo.
Secondo Noyb, la piattaforma utiliza oltre 900.000 freelance per valutare e correggere le risposte dei sistemi di intelligenza artificiale, contando tra i suoi clienti Meta, OpenAI, Google e il governo degli Stati Uniti. Noyb sostiene che in questo processo i lavoratori “stanno di fatto concedendo la loro expertise alle grandi aziende tech americane”.
La denuncia evidenzia che Outlier “raccoglie enormi quantità di dati personali e costringe i lavoratori a sottoporsi a verifiche biometriche invasive per guadagnare soldi”. L’organizzazione afferma che in Europa, tale sorveglianza sul posto di lavoro viola chiaramente il diritto fondamentale dei lavoratori alla protezione dei dati. Inoltre, Noyb accusa Scale AI di far installare tracker di aziende come TikTok, LinkedIn e Facebook sui dispositivi dei freelancer, concedendo loro accesso ai dati personali, tra cui indirizzi IP, dettagli di contatto e informazioni utilizzabili per pubblicità mirate e profilazione.
“Un tale monitoraggio costante e estensivo durante il lavoro va chiaramente contro tutte le aspettative ragionevoli. Perché LinkedIn o Facebook dovrebbero sapere su quali compiti stai lavorando?” ha commentato Lisa Steinfeld Leiser, avvocato della protezione dei dati per Noyb. L’organizzazione denuncia anche che Scale AI costringe i lavoratori a sottoporsi ripetutamente a un processo di verifica biometrica controllato da una società chiamata Persona, che include la registrazione video del volto e il caricamento di un documento d’identità.



