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Furto di dati storici: hackers rubano record della Legal Aid Agency risalenti al 1978

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Furto di dati storici: hackers rubano record della Legal Aid Agency risalenti al 1978

Hacker rubano dati storici dalla Legal Aid Agency del Regno Unito

Un attacco informatico alla Legal Aid Agency (LAA) del Regno Unito ha portato al furto di registri risalenti fino al 1978, un prelievo di informazioni ben più esteso di quanto inizialmente stimato. Il governo britannico ha confermato che circa 250.000 record rubati durante l’attacco del aprile 2025 includono documenti che risalgono anche a prima del 2007.

Secondo quanto riportato dalla LAA, la maggior parte dei record recentemente identificati proviene dagli anni ’90 e 2000, con una “piccola frazione” che risale a prima del 1990. Questo ha sollevato interrogativi su quante informazioni personali storiche fossero custodite nei sistemi governativi al momento dell’attacco.

Non è emersa solo la divulgazione dei dati della LAA; il Ministero della Giustizia (MoJ) ha inoltre scoperto che i pirati informatici hanno avuto accesso a dati provenienti dal Servizio Penitenziario e di Probation (HMPPS). Questi includono nomi, date di nascita, nazionalità e numeri di riferimento dei casi di criminali sotto supervisione tra il 2010 e il 2017.

Il governo ha rassicurato affermando che i record relativi alla probation riguardano un numero relativamente ridotto di criminali, con oltre il 99% dei dati compromessi che riguarda individui sotto supervisione nel 2016 e 2017. È stato specificato che nessuna delle informazioni rubate riguarda le vittime di reati.

Queste rivelazioni giungono quasi diciotto mesi dopo che la LAA aveva comunicato che un attacco informatico aveva compromesso una quantità significativa di informazioni personali sensibili. L’intrusione era stata inizialmente rilevata il 23 aprile 2025, ma il governo ha reputato necessario diverso tempo per comprendere l’entità del furto di dati e il 16 maggio è stata fatta chiarezza sullo scale di compromissione.

Di conseguenza, il governo ha messo offline i servizi online della LAA, creando difficoltà per gli avvocati che necessitavano di accedere ai sistemi per presentare domande e gestire cause legali. La situazione ha portato a un prolungato periodo di disservizio, con il ripristino problematico avvenuto a dicembre, lasciando i fornitori di assistenza legale a lottare con ritardi e problemi tecnici continui.

I risultati delle indagini forensi hanno ora rivelato che il furto di dati si estendeva molto oltre quanto inizialmente previsto. Le informazioni compromesse variano da persona a persona e potrebbero includere nomi, indirizzi, date di nascita, numeri di previdenza sociale, dettagli finanziari e informazioni su procedimenti legali. Alcuni record contengono anche dettagli su accuse penali, dichiarazioni e condanne.

Tra i file più risalenti ci sono registri relativi alle valutazioni dei benefici di assistenza legale che vanno dal 1978 al 2012, e pagamenti effettuati attraverso il programma Very High Cost Cases tra il 1981 e il 2004.

Il governo ha avvertito che la presenza di registri storici non significa che tutti coloro che hanno fatto richiesta di assistenza legale prima del 2007 abbiano visto le proprie informazioni rubate, e il numero di 250.000 non corrisponde a un conteggio confermato di persone colpite.

Il MoJ ha spiegato che il motivo per cui ci è voluto così tanto tempo per determinare l’entità del furto è che le informazioni rubate erano disperse su diversi sistemi complessi, gran parte delle quali non erano strutturate, frammentarie o incomplete. “Grazie alla nostra aumentata capacità di identificare i dati, abbiamo sviluppato una comprensione più completa delle informazioni compromise,” ha dichiarato l’agenzia.

Attualmente, il governo non ha indicazioni che le informazioni rubate siano state pubblicate o condivise, sebbene questo non offra molte garanzie a coloro i cui dati personali potrebbero essere ora in mani criminali. Da parte sua, il MoJ ha comunicato di aver potenziato i controlli di autenticazione e accesso, migliorato il monitoraggio della sicurezza, affrontato le vulnerabilità e avviato il pensionamento o l’isolamento delle tecnologie ad alto rischio. È in corso anche un lavoro di modernizzazione dei sistemi legacy.

Un interrogativo che rimane aperto è perché registri risalenti agli anni ’70 fossero ancora accessibili nei sistemi della LAA.

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