Il recente aggiornamento di sicurezza di Windows, previsto per ottobre 2026, potrebbe causare problemi di rete per alcuni utenti ancora legati a NTLMv1, un protocollo di sicurezza ormai obsoleto. Un cambiamento apparentemente marginale nell’aggiornamento avrà importanti ripercussioni per gli amministratori e le aziende che non hanno completato la migrazione verso tecnologie più moderne.
Prima dell’aggiornamento di ottobre 2026, Windows permetteva l’uso di credenziali derivate da NTLMv1 per l’accesso Single Sign-On, generando soltanto avvisi. Con il nuovo aggiornamento, tutte le richieste di utilizzo di credenziali derivate da NTLMv1 verranno bloccate. Questo cambiamento è dovuto al valore del registro BlockNtlmSSO, che, se non impostato, porterà Windows a utilizzare la modalità di applicazione (Enforce mode) al posto della modalità di audit (Audit mode), causando potenziali difficoltà nei processi di autenticazione Wi-Fi, Ethernet e VPN.
L’aggiornamento non imposta automaticamente il valore di BlockNtlmSSO, pertanto gli amministratori hanno la possibilità di impostarlo su 0 per consentire temporaneamente le credenziali NTLMv1. Tuttavia, Microsoft avverte che “l’uso della modalità Audit riduce la protezione fornita dalla modalità Enforce e dovrebbe essere considerata solo come una misura di sicurezza temporanea”.
È importante sottolineare che questo non rappresenta un bug, bensì una misura voluta. NTLM è stato incluso nella lista delle tecnologie da deprecare nel 2024, con Microsoft che ha aggiunto log di audit per l’uso di NTLMv1 a partire da agosto 2025. La casa di Redmond ha manifestato apertamente l’intenzione di eliminare completamente questa tecnologia, affermando nel 2023 che “il nostro obiettivo finale è quello di abolire la necessità di utilizzare NTLM”.
NTLM, introdotto nel 1993 insieme a Windows NT 3.1, è rimasto in uso per un lungo periodo, rendendo difficile la sua rimozione dagli ambienti aziendali nonostante le vulnerabilità che presenta. Microsoft ha già rimosso il supporto per NTLM in Windows 11 24H2 e Windows Server 2025, ma residue applicazioni possono ancora trovarsi in uso, specialmente in connessioni basate su MS-CHAPv2.
La modalità di audit implementata nel 2025 è servita per facilitare il lavoro degli amministratori nella rilevazione dell’uso continuato di NTLM. Con l’aggiornamento del 2026, Microsoft compie un ulteriore passo avanti: se il Credential Guard non è attivato e il BlockNtlmSSO non è impostato su Audit mode (0), l’uso delle credenziali derivate da NTLMv1 sarà bloccato, mentre l’azienda mira a “finalizzare la disabilitazione di NTLMv1”.
Non è chiaro per quanto tempo la soluzione alternativa della modalità Audit funzionerà, molto probabilmente fino al prossimo grande aggiornamento di Windows. Tuttavia, Microsoft ha dichiarato che “le versioni attualmente disponibili di Windows client e Windows Server continueranno a supportare NTLM”, evidenziando però il proprio obiettivo a lungo termine di arrivare a una piattaforma Windows che non abbia più bisogno di NTLM.
In sintesi, eventuali problemi di rete dopo l’aggiornamento di ottobre 2026 potrebbero indicare che i piani di migrazione verso tecnologie più moderne non sono così avanzati come gli amministratori speravano.


