Con l’aumento della domanda di capacità informatica a causa dell’intelligenza artificiale, i centri dati globali di NTT stanno scoprendo che è l’ottenimento dei permessi, e non la disponibilità di componenti, a rappresentare il principale ostacolo per il settore. Questo è uno dei punti chiave emersi dal nuovo AI Stress Test Report di NTT Global Data Centers.
Il report analizza tre scenari di crescita fino al 2030 e valuta i vincoli che gli operatori possono incontrare, come la disponibilità di terreni, il consumo d’acqua e la mancanza di personale specializzato. Lo scenario di riferimento prevede una crescita della domanda annua di circa il 23%, il che si traduce in un investimento aggiuntivo di circa 3,8 trilioni di dollari in infrastrutture digitali. Nel caso di una crescita accelerata, la cifra sale a 5,7 trilioni.
Bruno Berti, CTO di NTT Global Data Centers, sottolinea come le dimensioni delle strutture siano cambiate radicalmente nel tempo: “Una volta costruivamo edifici da dieci megawatt, ora costruiamo strutture di centinaia di megawatt, grandi come due o tre campi da football,” ha dichiarato Berti.
Perché i permessi sono diventati un collo di bottiglia
Se si chiede agli operatori quali saranno le limitazioni per l’infrastruttura AI, ci si aspetta di sentire parlare di GPU e altre tecnologie. Tuttavia, il test di stress di NTT Global Data Centers suggerisce che il problema principale risieda in questioni burocratiche come la pianificazione e il processo di approvazione. “Non importa quanto velocemente possiamo ottenere le GPU, se non possiamo ottenere un permesso per utilizzarle,” afferma Berti, evidenziando la necessità di un approccio più strategico alla costruzione dei centri dati.
Le idee sbagliate che ostacolano i progetti
Durante le consultazioni con le comunità, emergono frequentemente due obiezioni: i centri dati sprecano acqua e rubano energia dalla rete. Secondo Berti, entrambe sono idee errate derivate da strutture più vecchie. Le moderne tecnologie di raffreddamento a liquido migliorano l’efficienza, riducendo gli sprechi idrici. Inoltre, i nuovi impianti di grandi dimensioni vengono sviluppati in partnership con le utility locali, spesso includendo generazione rinnovabile in loco per stabilizzare la rete elettrica anziché prosciugarla.
La conclusione di Berti è chiara: la trasparenza costruisce fiducia. Il settore deve smettere di considerare il proprio operato come un segreto e cominciare a costruire fiducia attraverso l’educazione e la partnership, per ottenere i permessi necessari alla realizzazione delle infrastrutture AI che possano beneficiare le comunità, i decisori e le imprese.
Articolo sponsorizzato da NTT Global Data Centers.



