Il servizio di taxi senza conducente di Uber è approdato a Zagabria, in Croazia, dove è stato lanciato all’inizio di quest’anno. Adesso, la compagnia ha annunciato l’intenzione di espandere il suo servizio a veicoli totalmente autonomi in diverse città europee, partendo da Manchester.
La tech company statunitense ha inviato i suoi robotaxi sulle strade di Zagabria ad aprile, in collaborazione con l’operatore locale Verne e la società cinese di intelligenza artificiale Pony.ai. L’obiettivo è moltiplicare questo modello di business in tutta Europa, nonostante le differenze filosofiche e normative tra le varie regioni. Mentre gli Stati Uniti e la Cina sono più propensi a sperimentare la guida autonoma, l’Europa tende a essere più cauta.
Il partenariato tra Uber, Verne e Pony.ai rappresenta uno dei più di 30 progetti autonomi in corso in Europa. Dopo i test in corso a Manchester, ci sono piani per un lancio a Londra e in altre importanti città europee. La collaborazione di Zagabria è considerata la più avanzata, avendo fatto un passo significativo nel portare i taxi senza conducente sul mercato europeo per la prima volta.
Un viaggio senza conducente
Il servizio di robotaxi a Zagabria offre agli utenti la possibilità di ordinare un veicolo autonomo. Attualmente, a bordo è presente un operatore di sicurezza, solitamente un ex tassista, mentre il veicolo percorre le strade della città. Da aprile, sono stati percorsi 200.000 chilometri, e l’operatore è pronto a essere rimosso per consentire viaggi completamente driverless.
Le prime corse completamente senza conducente sono cominciate il 10 settembre su un percorso di 22 chilometri che collega la sede di Verne all’aeroporto di Zagabria Franjo Tuđman. Gli utenti possono richiedere una corsa tramite l’app di Uber, scegliendo tra veicoli guidati da umani o da intelligenza artificiale. Nella capitale croata, i passeggeri viaggiano a bordo del BAIC Arcfox Alpha T5, un SUV elettrico cinese.
Ogni notte, i circa 30 veicoli autonomi di Uber e Verne tornano a un hub centrale per la pulizia e la manutenzione. Il progetto attuale è un programma di veicoli driverless di livello 4, il che significa che possono circolare autonomamente solo in aree controllate e designate.
Un’associazione inusuale
Questa alleanza tra una compagnia di mobilità americana, una startup europea e una società cinese di intelligenza artificiale costituisce un tentativo interessante di unire competenze e know-how provenienti da contesti molto diversi. Nonostante le tensioni geopolitiche fra le varie regioni, Uber sottolinea che il modello funziona grazie alla condivisione di un obiettivo comune: unire le forze per portare i taxi autonomi in più mercati.
Verne, cofondata da Mate Rimac, è responsabile delle operazioni quotidiane del servizio di robotaxi e comunica con le autorità locali per ottenere le necessarie approvazioni legali. Tuttavia, il quadro normativo frammentario dell’Unione Europea rimane una delle sfide principali per l’espansione del servizio.
Prossimi sviluppi
Recentemente, Uber ha annunciato che Manchester sarà la prossima città ad ospitare i suoi robotaxi, con i test già in corso nella città britannica. In totale, Uber sta valutando oltre 30 città e ha avviato diverse iniziative a Londra, Madrid, Monaco e Zurigo. La possibilità di un servizio di taxi autonomi a Bruxelles è concreta, ma dipende dalla fattibilità di un’implementazione futura.
Con questa iniziativa, Uber e i suoi partner non solo puntano a innovare nel settore della mobilità, ma sperano anche di migliorare l’esperienza dei viaggiatori, rendendo i trasporti più accessibili e privi di conducente nella vita quotidiana.



