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Tempi lunghi per costruire datacenter nel Regno Unito: tre ministeri coinvolti

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Tempi lunghi per costruire datacenter nel Regno Unito: tre ministeri coinvolti

La costruzione di un datacenter nel Regno Unito coinvolge ben tre ministeri governativi: uno si occupa della politica relativa ai datacenter, un altro delle telecomunicazioni e un terzo dell’energia. Questa complessità è emersa in una recente audizione alla House of Commons, in cui membri del Parlamento hanno discusso le implicazioni del recente rimpasto governativo del Primo Ministro Andy Burnham per le aziende che interagiscono con Whitehall.

Liz Lloyd, sottosegretario di Stato, ha chiarito a parlamentari e membri del comitato che le responsabilità sono ben definite, ma non sempre semplici da navigare per le imprese. Con l’eliminazione del Dipartimento per la Scienza, Innovazione e Tecnologia (DSIT), la liaison con l’industria tecnologica sul fronte della costruzione di datacenter è passata al Dipartimento per gli Affari, Innovazione, Scienza e Commercio (BIST).

Lloyd, che opera in settori che attraversano sia il BIST che il Dipartimento per il Digitale, Cultura, Media e Sport (DCMS), ha spiegato che l’infrastruttura digitale è di competenza del DCMS. Durante l’audizione, ha riconosciuto che vi sono sovrapposizioni nelle responsabilità governative, chiarendo che “in termini di responsabilità di settore, è evidente che le telecomunicazioni appartengono al DCMS e i datacenter al BIST”. Tuttavia, per un’azienda che desidera costruire un datacenter, è cruciale sapere come ottenere l’accesso all’energia necessaria. A quanto sembra, questo compito spetta al Dipartimento per l’Energia e il Net Zero.

Inoltre, la pianificazione urbanistica è di competenza del governo locale, anche se la politica generale ricade sotto il Ministero dell’Edilizia, Comunità e Governo Locale. Di per sé, la divisione delle competenze sembra chiara, ma la burocrazia si rivela complessa. Un esempio recente di queste difficoltà è rappresentato dalla decisione di Microsoft di ritirarsi dai piani per il più grande supercomputer AI della Gran Bretagna, a causa delle difficoltà nel garantirsi accesso alla potenza necessaria per il funzionamento dell’impianto.

Durante la discussione, Lloyd è stata interrogata riguardo a una dichiarazione del governo, datata inizio 2025, secondo cui la modernizzazione delle tecnologie obsolete e la digitalizzazione dei processi potrebbero portare a risparmi di produttività pari a 45 miliardi di sterline. Quando le è stato chiesto se il governo sostenesse ancora questa cifra, la sottosegretaria ha chiarito: “Il dato di 45 miliardi rappresentava una stima dei guadagni di produttività a lungo termine. Non si trattava di un valore unico o di un obiettivo in contanti”. La dichiarazione, diffusa sotto il governo di Starmer, evidenziava che il settore pubblico perdeva annualmente una cifra simile a causa della dipendenza da tecnologie obsolete.

La questione dell’efficienza tecnologica nel settore pubblico, tuttavia, rimane centrale, con il governo che promette di affrontare tali problematiche attraverso strumenti digitali, intelligenza artificiale e buon senso per rinnovare la tecnologia del settore pubblico.

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