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Solo il 3% degli executive ritiene che l’IA stia generando risparmi reali

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Solo il 3% degli executive ritiene che l'IA stia generando risparmi reali

Un recente studio condotto da Gartner ha rivelato risultati sorprendenti in relazione all’uso dell’intelligenza artificiale (AI) nelle aziende. Nonostante il 75% dei membri dei consigli di amministrazione delle aziende si aspetti guadagni in termini di produttività e un abbattimento dei costi grazie all’AI, solo il 3% delle organizzazioni ha effettivamente raggiunto questi obiettivi.

Queste informazioni sono emerse durante il Symposium HR di Gartner, dove è stato riportato che il 38% delle aziende ha sforato il budget previsto per l’investimento in AI e ben l’85% prevede di aumentare ulteriormente le spese nel prossimo anno.

CV Viverito, senior director analyst per la pratica HR di Gartner, ha commentato: “In questo momento, le organizzazioni non genereranno risparmi dai costi grazie all’AI. L’opportunità maggiore risiede nell’utilizzare l’AI per compiere azioni altrimenti impossibili, come spostare il tempo dei dipendenti verso nuove capacità, risultati e fonti di crescita”.

Secondo Gartner, almeno il 75% dei leader aziendali non è allineato con il resto dell’organizzazione riguardo a dove l’AI possa creare valore, il che ostacola gli sforzi di trasformazione e complica la collocazione della forza lavoro per ottenere i ritorni sperati.

L’agenzia consiglia alle organizzazioni di concentrare l’uso dell’AI su compiti fondamentali per il business, con il supporto delle risorse umane per aiutare i dirigenti a concordare le priorità strategiche. È anche suggerito di distribuire le competenze esistenti in materia di AI all’interno dell’azienda, piuttosto che attendere di assumere specialisti scarsi, e consentire ai manager di riprogettare il lavoro attorno alla tecnologia.

Durante il Symposium HR, è emerso che solo un dipendente su cinque riesce a liberare il proprio tempo grazie all’AI, potendo così dedicarsi a lavori più innovativi. Viverito ha affermato: “Non c’è lotta per creare capacità, questo sta già accadendo mentre le organizzazioni riprogettano il lavoro. La vera sfida è capire come rendere quella capacità utilizzabile e riorientarla verso ciò che ha valore”.

Un fattore chiave per ottenere il massimo dall’AI è fornire ai dipendenti le competenze necessarie per affrontare ruoli più ad alto valore, che significa, ovviamente, aumentare la spesa per la formazione.

Il messaggio principale è che ottenere ritorni sugli investimenti nei progetti di AI è più difficile del previsto, e le aziende devono essere pronte a perseverare e a istituire cambiamenti nel modo in cui lavorano prima di vedere benefici tangibili.

Un recente rapporto di Forrester ha concluso che l’AI potrebbe rappresentare il 20% di tutte le spese in tecnologia aziendale l’anno prossimo, tuttavia più della metà dei CIO potrebbero non raggiungere i propri obiettivi di ROI per questa tecnologia.

Un altro studio condotto da KPMG ha rivelato che la maggior parte dei leader aziendali nel Regno Unito intende mantenere l’AI tra le proprie priorità di spesa, anche se non sono in grado di dimostrarne l’efficacia immediata, con il 65% dei dirigenti che prevede di continuare gli investimenti, indipendentemente dai ritorni misurabili.

Resta da vedere per quanto tempo questa determinazione durerà. Apollo Global Management, gigante del private equity, ha recentemente messo in dubbio questa operazione, sottolineando che solo i “Magnifici Sette”, le principali aziende tecnologiche, stanno raccogliendo i frutti di tali investimenti in AI, mentre il resto delle società dell’indice S&P 500 non ha mostrato segni di un miglioramento della produttività. ®

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