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Meta si riserva il diritto di estrarre contenuti dalle aziende per l’AI

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Meta si riserva il diritto di estrarre contenuti dalle aziende per l'AI

Le aziende che utilizzano Facebook per scopi commerciali potrebbero dover riconsiderare le informazioni che condividono online. Infatti, Meta ha annunciato l’imminente introduzione di termini che le permetteranno di raccogliere contenuti provenienti dai siti web associati ai suoi clienti commerciali, al fine di utilizzarli per addestrare modelli di intelligenza artificiale o per migliorare altri suoi prodotti.

Questi nuovi termini di servizio commerciali entreranno in vigore il 30 ottobre 2026. Con almeno un milione di aziende già in uso dei suoi agenti AI su piattaforme come WhatsApp e Messenger, Meta si prepara a modificare la propria offerta in modo significativo. Inoltre, molti editori di notizie possiedono almeno un account commerciale su Meta, il che rialza interrogativi su come questa nuova politica possa influire sul settore dell’informazione.

Meta definisce i clienti commerciali come coloro che “utilizzano annunci o messaggi di marketing, vendono o elencano prodotti, sviluppano app, creano o utilizzano un catalogo di prodotti, gestiscono una Pagina, gestiscono un Gruppo per scopi aziendali o utilizzano qualsiasi prodotto aziendale, come Ads Manager o Meta Business Suite”.

Secondo le nuove disposizioni, Meta avrà il diritto di impiegare software automatizzati dotati di credenziali create per raccogliere contenuti dai clienti e utilizzarli per migliorare i propri prodotti e servizi, inclusi i modelli di intelligenza artificiale.

“Autorizziamo noi (o qualsiasi entità che agisce per nostro conto) ad utilizzare software automatizzati (come scraper web, bot, robot, spider, crawler e agenti utente) e creare credenziali di test per accedere, indicizzare, memorizzare, analizzare, raccogliere, recuperare o esaminare i domini, le pagine web o gli URL (e qualsiasi contenuto disponibile tramite essi) associati ai tuoi prodotti o servizi,” recita il nuovo contratto, dando a Meta la possibilità di raccogliere e utilizzare tali contenuti.

La presidente e CEO della News/Media Alliance, Danielle Coffey, ha condannato senza mezzi termini questa mossa di Meta, definendola “inaccettabile e probabilmente illegale”. Ha aggiunto che la decisione di limitare l’accesso all’audience a patto che le aziende consentano a Meta di estrarre contenuti dai loro siti web è un evidente abuso di potere di mercato.

Eric Goldman, associato e professore di diritto presso la Santa Clara University School of Law, ha messo in guardia su questioni procedurali e sostanziali legate ai termini rivisti da Meta. Ha sottolineato come, sebbene sia comune per le aziende modificare i termini contrattuali dopo che i clienti hanno già firmato, applicare tali cambiamenti a clienti già esistenti presenta delle difficoltà legali.

“Quando parlo ai miei studenti su come modificare gli accordi di servizio, dico sempre che è necessario dare agli utenti una reale possibilità di rifiutare i termini,” ha spiegato Goldman, sollevando preoccupazioni riguardo alla mancanza di opzioni praticabili per gli utenti di Meta.

Un’altra critica sollevata riguarda la mancanza di chiarimenti su come Meta intenda rispettare le preferenze di crawlers attraverso l’uso di direttive robots.txt. Anche se sono apparse notizie secondo cui Meta permetterà alle aziende di specificare le loro preferenze di scansione, Goldman ha avvertito che questi impegni non sono esplicitamente garantiti da Meta.

Nonostante le controversie sui termini dei servizi, Goldman ha sottolineato che in passato ci sono stati casi simili, come nel 1999 con GeoCities e nel 2012 con Instagram, che non hanno avuto conseguenze disastrose. Tuttavia, nel frattempo, la reputazione di Meta per il rispetto della privacy degli utenti è ampiamente criticata, rendendo meno credibile la sua buona fede nei cambiamenti annunciati.

Meta non ha ancora rilasciato commenti ufficiali riguardo a queste nuove disposizioni.

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