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L’Unione Europea indaga su Booking.com per gestione inadeguata delle frodi online

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L'Unione Europea indaga su Booking.com per gestione inadeguata delle frodi online

La Commissione Europea ha avviato un’indagine nei confronti di Booking.com nell’ambito della Digital Services Act (DSA), per verificare se la piattaforma stia facendo abbastanza per contrastare le frodi, il phishing e lo smishing (phishing tramite SMS) sul proprio servizio. L’inchiesta, iniziata mercoledì, coinvolge una delle piattaforme online più grandi, con oltre 45 milioni di utenti nell’Unione Europea, e si articola in tre ambiti principali.

Il primo aspetto riguarda la prevenzione delle inserzioni fraudolente e non conformi. Un portavoce della Commissione ha spiegato che ci sono segnalazioni di individui che si spacciano per proprietari di immobili e mettono in affitto appartamenti di cui non sono i legittimi proprietari.

Il secondo punto concerne le misure adottate da Booking.com per combattere il phishing e il smishing, nonché la manipolazione sociale. Gli scammer tendono a prendere possesso degli account dei reali proprietari degli immobili, inviando messaggi ai potenziali inquilini che richiedono pagamenti aggiuntivi.

La Commissione ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla protezione dei dati dei consumatori e degli utenti aziendali da parte di Booking.com.

Infine, il terzo punto riguarda la trasparenza della pubblicità: si indaga se ormai la piattaforma distingua chiaramente le inserzioni sponsorizzate dai risultati organici e se i dettagli relativi agli elenchi a pagamento siano sufficientemente chiari.

Un funzionario della Commissione ha citato una dichiarazione di Booking.com, che lo scorso giugno ha riportato un incremento delle truffe di viaggio compreso tra il 500 e il 900% negli ultimi 18 mesi. In particolare, nei Paesi Bassi, sono state registrate più di 1.000 notifiche di frode nel primo semestre del 2026, con danni per un totale di 82.000 euro, un incremento dieci volte maggiore rispetto all’anno precedente.

A fronte di tali dati, la Commissione ha espresso preoccupazioni circa la valutazione dei rischi condotta da Booking.com, ritenendo che non fosse adeguata. Sebbene la piattaforma affermi di aver adottato misure contro le frodi, la Commissione ha giudicato tali sforzi “assolutamente sottostandard”.

La Commissione si aspetta che in futuro Booking.com effettui una valutazione dei rischi più attenta, che potrebbe includere il controllo degli abusi del sistema di prenotazione, la rimozione rapida delle inserzioni segnalate come fraudolente, la verifica delle licenze e una revisione sulle modalità di onboarding dei proprietari degli immobili.

Booking.com ha dichiarato di cooperare pienamente con la Commissione Europea, sottolineando che la sicurezza, la fiducia e la protezione delle informazioni personali rappresentano le sue priorità principali. La piattaforma si è impegnata a collaborare con governi, autorità di regolamentazione e forze dell’ordine per combattere il cybercrime e le frodi online, proteggendo così viaggiatori e partner commerciali.

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