Una nuova applicazione chiamata Opposable ha fatto il suo debutto e mira a rivoluzionare il modo in cui interagiamo con i nostri smartphone, permettendo a un’intelligenza artificiale di gestire operazioni come tocchi, swipe e digitazioni su dispositivi Android, e di controllare iPhone tramite un computer di supporto. Questo strumento si propone di sollevare l’utente dall’onere apparente di dover operare il proprio dispositivo.
Per chi non desidera aggiornare eventi in calendario, avviare un timer o attivare la modalità scura, è possibile utilizzare un’app AI su un computer per far sì che Opposable esegua queste operazioni su uno smartphone connesso. Certo, si potrebbe anche farlo direttamente sul computer, ma ciò implicherebbe l’utilizzo delle mani, una fatica che molti preferirebbero evitare.
Opposable si descrive come un modo per “dare dei pollici all’intelligenza artificiale”, consentendo a un agente di aprire app, leggere lo schermo, toccare e digitare, il tutto mentre è connesso a un dispositivo con l’assenso della persona troppo pigra per utilizzare la tecnologia a sua disposizione.
Funzionamento di Opposable
Secondo un articolo pubblicato dai creatori, l’implementazione per Android di Opposable utilizza servizi di accessibilità per esaminare lo schermo e acquisire screenshot, fornendo così input visivi a un modello AI che decodifica le immagini e comprende dove deve toccare per eseguire i compiti richiesti dall’utente. La parte di elaborazione visiva è gestita da un modello noto come GUI-Owl 1.5 2B, mentre i compiti possono essere svolti da un agente AI desktop abbinato oppure da un agente locale che non richiede una connessione desktop, disponibile solo su dispositivi Android.
Nonostante ciò, l’AI non è utilizzata per tutte le operazioni; circa 40 compiti comuni, come impostare un allarme o inviare un messaggio, vengono gestiti tramite codice fisso, senza il coinvolgimento di un modello AI.
Velocità e accuratezza
Tuttavia, Opposable non sembra particolarmente veloce e la sua accuratezza è discutibile. Il sito web di Opposable presenta tre esempi di compiti eseguiti con il prodotto, nessuno dei quali giustificherebbe l’uso dell’AI al posto della semplice interazione umana. Per esempio, impostare la modalità dark e un timer di cinque minuti richiede circa 50 secondi e 17 richieste di strumenti. In un altro esempio, la ricerca riguardante la missione Apollo 11 impiega quasi due minuti e costa $0.44, un costo piuttosto elevato rispetto alla possibilità di ottenere le stesse informazioni più velocemente usando direttamente un smartphone.
Le richieste a Opposable potrebbero accumularsi rapidamente per chi è abbastanza pigro da giustificare il suo utilizzo.
Un ulteriore caso mostra un dispositivo Android virtuale che opera senza un agente desktop associato, ma solo con l’agente installato su Android che impiega 96 secondi per aprire l’app orologio e passare alla scheda stopwatch. Sorprendentemente, la società ha deciso di mettere in evidenza questo esempio sul proprio sito.
Riguardo alla realizzazione dei compiti, Opposable non è sempre affidabile. In un esperimento su otto task che il modello non aveva mai affrontato prima, è riuscito in 4 su 8, sufficiente a far riflettere su quanto possa essere utile un dispositivo del genere. Ancor più, se l’AI deve essere assistita in ogni passo da un operatore umano per avere successo, la sua utilità sembra piuttosto limitata.
Rischi e utilizzo
Installare questo software su uno smartphone Android richiede il sideloading di un APK e la concessione manuale di autorizzazioni per leggere e interagire con lo schermo. Il sito di Opposable avverte che il token dell’app consente a chi lo possiede di utilizzare il telefono, quasi come se fosse una password, rendendo il dispositivo vulnerabile a possibili problemi di sicurezza.
Si potrebbe sostenere che Opposable possa essere un strumento di accessibilità per chi ha difficoltà ad utilizzare uno smartphone, ma questa applicazione non viene menzionata sul sito. È invece commercializzata come un modo per “delegare i compiti sul telefono”, lasciando l’utente libero di fare altro.
Alla fine, mentre alcune persone potrebbero decidere di dare ai loro AI dei “pollici virtuali” tramite Opposable, resta da chiedersi: perché? Abbiamo contattato il team di Opposable per avere una risposta a questa domanda, ma non abbiamo ricevuto una risposta.



