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AI scova quattro gravi vulnerabilità in software di controllo industriale in meno di 4 ore

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AI scova quattro gravi vulnerabilità in software di controllo industriale in meno di 4 ore

Un agente IA autonomo ha scoperto quattro vulnerabilità nel noto software open source EPICS (Experimental Physics and Industrial Control System), utilizzato in numerosi laboratori per il controllo degli esperimenti scientifici, tra cui quelli sui fasci di particelle e della fusione. Tra le vulnerabilità, spicca una criticità che potrebbe consentire attacchi remoti, portando all’esecuzione di codice sui sistemi di controllo.

Le vulnerabilità identificate includono: una criticità valutata 9.8 secondo lo standard CVSS v3.1, relativa a un overflow di interi (CVE-2026-114595), che permette di scrivere nella memoria heap al di fuori dei limiti consentiti; un bug di validazione della lunghezza dei messaggi da 8.2, capace di causare scritture di memoria fuori dai limiti e il crash dei processi (CVE-2026-114596); un difetto di controllo dei limiti insufficiente da 7.5 che consente letture di memoria non autorizzate e crash dei processi (CVE-2026-114597); e un problema di confusione di tipo anch’esso da 7.5, che potrebbe portare a interruzioni di servizio e alla potenziale esposizione di contenuti di memoria adiacenti (CVE-2026-114598).

Tutte e quattro le vulnerabilità colpiscono l’EPICS Base, utilizzato in progetti scientifici di grande rilevanza a livello mondiale. Le organizzazioni interessate sono invitate ad aggiornare il software alla versione 7.0.11, che include le relative correzioni.

Secondo un avviso della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti, l’esploitazione di queste vulnerabilità può provocare interruzioni del servizio, corruzione della memoria, divulgazione di informazioni sensibili e persino esecuzione di codice arbitrario.

L’agente IA noto come Cipher ha scoperto in meno di quattro ore, e senza alcun intervento umano iniziale, le quattro falle di sicurezza nel sistema EPICS, come spiegato da Shubham Raj, co-fondatore di Causal Security. Dopo un’istruzione per eseguire test più approfonditi, l’agente ha confermato l’efficacia dei problemi individuati in appena 3 ore e 49 minuti.

In precedenza, nel 2023, Cipher aveva già rivelato diverse vie di attacco critiche in sistemi di controllo delle reti elettriche in Nord America e Europa, il che ha portato CISA a emettere un avviso di sicurezza il 8 ottobre.

EPICS, sviluppato originariamente dai laboratori di Los Alamos e Argonne, viene utilizzato per controllare i sistemi SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition) distribuiti, che collegano operatori a dispositivi fisici. È impiegato in circa 90 progetti scientifici, universitari e industriali in tutto il mondo, tra cui l’Advanced Photon Source del Laboratorio Nazionale di Argonne e il sistema di controllo del reattore per la fusione ITER.

Le recenti scoperte evidenziano come gli agenti IA siano altamente efficienti nel rilevare vulnerabilità in tecnologie operative e industriali. Questo solleva preoccupazioni tra i difensori in quanto suggerisce che l’inevitabile attacco autonomo potrebbe mettere a rischio servizi critici, come le reti elettriche o i sistemi idrici, causando potenzialmente danni fisici.

Raj ha sottolineato l’importanza della vulnerabilità CVE-2026-114595, evidenziando come possa permettere a dati di rete controllati da un attaccante di accedere a scritture di memoria non autorizzate, con il potenziale di eseguire codice da remoto. Ciò rappresenta un grave rischio per la continuità operativa di esperimenti costosi, come quelli condotti in un acceleratore di particelle.

Per sfruttare queste vulnerabilità in un contesto scientifico reale, un attaccante deve poter accedere ai servizi vulnerabili su una rete di controllo. Questo potrebbe verificarsi se le reti non sono sufficientemente segmentate o se un altro sistema ha accesso alla rete vulnerabile dell’EPICS. Raj ha osservato che, una volta trovato un network mal configurato, sarebbe relativamente semplice eseguire gli attacchi, senza necessità di conoscenze approfondite in ambito operativo.

Seppur manipolare i processi fisici specifici richieda ulteriore competenza, un attaccante non ha bisogno di comprendere la fisica di un acceleratore di particelle per interferire con il software che lo controlla, il che potrebbe portare a conseguenze operative gravi.

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