L’Australia ha recentemente lanciato un allerta riguardo ai “cyber attacchi senza precedenti” sostenuti dall’intelligenza artificiale (AI), evidenziando la crescente minaccia che rappresentano per reti informatiche e infrastrutture critiche. Questo avvertimento è giunto martedì 27 ottobre, in un momento in cui vari governi a livello globale si trovano a fronteggiare una complessità sempre maggiore nelle minacce informatiche alimentate dall’AI.
Il rapporto dell’Australian Signals Directorate ha evidenziato come l’AI stia venendo utilizzata in modi innovativi per scoprire e sfruttare vulnerabilità digitali, come dimostrato dalla recente falla di sicurezza nel linguaggio PHP, che ha costretto alcuni governi a chiudere i propri siti web per prevenire attacchi cibernetici.
Secondo il rapporto, l’AI rappresenta una forza trainante nel panorama delle minacce informatiche: “Ha permesso a attori malintenzionati di trovare vulnerabilità e di sfruttarle con una scala, velocità e sofisticatezza senza precedenti”. L’Australian Signals Directorate ha utilizzato strumenti AI per compilare il proprio Annual Cyber Threat Report, sottolineando come questi strumenti possano essere utili se impiegati in modo positivo. Tuttavia, l’utilizzo dell’AI ha anche facilitato un aumento delle azioni criminali e degli attacchi sponsorizzati da stati, con minacce emerse recentemente a causa delle azioni indesiderate di agenti AI e test dei modelli.
Incremento degli attacchi informatici
Il rapporto ha documentato un preoccupante aumento degli incidenti di sicurezza informatica, con oltre 4.400 avvisi emessi per attività potenzialmente dannose nell’ultimo anno, un incremento dell’80% rispetto ai 12 mesi precedenti. Gli attori cibernetici sponsorizzati dagli stati hanno continuato a targetizzare le organizzazioni australiane, miranti principalmente ad accedere a informazioni sensibili o riservate. Tra i paesi che hanno bersagliato l’Australia e i suoi alleati ci sono stati identificati criminali collegati a Cina, Russia e Corea del Nord.
Questo non è il primo allarme lanciato dall’Australia riguardo agli attacchi informatici. Nel giugno 2020, l’allora primo ministro Scott Morrison aveva già denunciato attacchi da un attore statale altamente sofisticato contro governi, industrie e reti sanitarie del paese.
Il Ministro della Difesa, Richard Marles, ha ribadito l’importanza di affrontare la questione dell’AI, affermando: “L’AI è qui ed è reale. Le persone devono impegnarsi”. Ha invitato anche gli australiani a mantenere aggiornati i propri computer e a “indurire i propri sistemi” per proteggersi meglio.
Negli ultimi giorni, governi e aziende si sono affrettati a correggere falle critiche in un linguaggio di programmazione essenziale per gran parte del web, una vulnerabilità scoperta tramite un potente modello di OpenAI. Questo episodio sottolinea l’urgenza di affrontare la minaccia derivante dall’AI e la necessità di rafforzare le difese informatiche a livello sia nazionale che globale.


