Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una proposta interessante per le aziende che costruiscono data center: devono pagare un “dividendo” alle comunità locali in cui operano, per rendere queste strutture più attraenti per i residenti. Questa iniziativa arriva in un contesto di crescente opposizione a nuovi progetti di data center, a causa dei significativi requisiti di acqua ed energia e dell’impatto che hanno sull’ambiente e sui prezzi locali.
Trump ha dichiarato di aver seguito attentamente l’andamento dei data center, giungendo alla conclusione che i progetti più controversi possono diventare “estremamente popolari” se si raggiunge un accordo finanziario in grado di rispondere alle preoccupazioni delle comunità. In merito al consumo energetico, il presidente ha imposto che i data center debbano “produrre la propria energia e restituire o vendere eventuali surplus alla comunità locale o alla rete”, in modo da mitigare l’aumento dei prezzi energetici, con l’aspettativa che questo possa portare a una “sostanziale diminuzione” dei costi.
Secondo Investing Live, nel solo 2026 almeno 47 progetti di grande scala hanno subito ritardi, mentre oltre 1000 comunità locali negli Stati Uniti hanno formalmente proposto o richiesto moratorie, limiti di zonizzazione o restrizioni ambientali per l’infrastruttura AI in arrivo. Nonostante ciò, la spesa per l’infrastruttura AI negli Stati Uniti è prevista per superare i 10 trilioni di dollari (circa 8.9 trilioni di euro) tra il 2025 e il 2032, rappresentando circa il 3.6% del PIL del paese ogni anno.
Alcuni progetti di data center però sono proseguire solo dopo aver firmato quello che viene chiamato “Community Benefits Agreements” (CBA) con le autorità locali, ma questo non ha sempre portato a un cambiamento dell’opinione pubblica. Ad esempio, Meta ha recentemente raggiunto un accordo con il governatore del Texas, Greg Abbott, per un progetto controverso di data center a El Paso, Texas, che ha visto aumentare il proprio budget da 1.5 miliardi di dollari (1.3 miliardi di euro) a 14 miliardi di dollari (12.5 miliardi di euro), scatenando una vasta opposizione pubblica e generando discussioni su come proteggere la comunità locale.
Il governatore ha stabilito che Meta deve farsi carico delle spese per l’infrastruttura elettrica, riutilizzare la propria acqua e eliminare la dipendenza da incentivi finanziari pubblici obsoleti. Nonostante le promesse, alcuni critici, tra cui la candidata democratica alla carica di governatore del Texas Gina Hinojosa, sostengono che l’accordo non presenta condizioni vincolanti per l’azienda tecnologica. Meta prevede che i lavori di costruzione si concluderanno entro due anni.
A settembre, il consiglio comunale di Lancaster, in Pennsylvania, ha firmato il primo CBA per un progetto di data center negli Stati Uniti, relativo a un complesso di cloud computing e AI del valore compreso tra 6 e 10 miliardi di dollari (tra 5.3 e 8.9 miliardi di euro). Questo accordo prevede misure a sostegno della comunità locale, come un fondo di sviluppo economico di 10 milioni di dollari (8.9 milioni di euro), un altro fondo di 10 milioni di dollari per lo sviluppo sostenibile ed energie pulite, e misure di protezione ambientale per la città.
In ottobre, lo sviluppatore Digital Realty ha ottenuto un primo via libera per un progetto di data center di 280 acri a De Soto, Kansas, bypassando le normative locali e offrendo direttamente un risarcimento ai cittadini. La società ha proposto ai residenti 1000 dollari (890 euro) in crediti per tasse sulle utilities e sulla proprietà per dieci anni, come parte di un investimento complessivo di 20 milioni di dollari (17.8 milioni di euro) volto a generare entrate fiscali ricorrenti e creare posti di lavoro.
Infine, in Europa, le iniziative “Cash for Communities” stanno guadagnando terreno. In Irlanda, OpenAI ha suggerito che i futuri data center potrebbero offrire compensi alle comunità locali per affrontare le preoccupazioni riguardo al loro impatto, anche se il paese ha già requisiti severi per i data center, come l’obbligo di fornire energia alla rete. Anche la Germania ha delle rigorose norme di reciprocità, specialmente per quanto riguarda l’uso energetico.



