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Intel riceve sgravi fiscali, ma le comunità locali ne soffrono il costo

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Intel riceve sgravi fiscali, ma le comunità locali ne soffrono il costo

Intel sotto accusa per sgravi fiscali che danneggiano le comunità locali

Intel, il gigante dei semiconduttori, è stato al centro di una nuova polemica, con l’organizzazione Good Jobs First che mette in discussione il motivo per cui l’azienda continua a ricevere sgravi fiscali da stati fondamentali, nonostante abbia già stabilito una presenza in quelle aree e licenziato migliaia di lavoratori.

Secondo il rapporto di Good Jobs First, l’azienda ha promesso miliardi di dollari in investimenti e migliaia di posti di lavoro ad alta tecnologia intorno ai suoi impianti di produzione a Hillsboro, Oregon, e Rio Rancho, New Mexico. Tuttavia, il report intitolato The Bleeding Edge: How the Public Pays the Costs of Intel’s Semiconductor Manufacturing sostiene che le agevolazioni fiscali sulle proprietà concesse a Intel abbiano fatto perdere più di 1,2 miliardi di dollari in entrate alle comunità locali dal 2015.

Per quanto riguarda l’Oregon, il rapporto indica che gli sgravi fiscali derivanti dal programma di investimento strategico (SIP) hanno esentato Intel da almeno 1,14 miliardi di dollari, mentre le scuole di Hillsboro hanno subito una perdita di 891 milioni di dollari di entrate tra il 2017 e il 2025. Nello stesso periodo, Intel ha versato all’Oregon 552,4 milioni di dollari in contributi, ovvero meno di un terzo del valore degli sgravi fiscali ricevuti.

In New Mexico, sebbene le cifre siano più basse, rimangono comunque significative. Il rapporto stima che Intel abbia beneficiato di esenzioni fiscali per un totale di 99,6 milioni di dollari in entrate perse dal 2017, con le scuole pubbliche di Rio Rancho che hanno registrato una perdita di circa 43,4 milioni di dollari nello stesso arco temporale. In questo caso, la società ha pagato 41,6 milioni di dollari in contributi alternativi alle tasse tra il 2017 e il 2025, distribuiti fra i governi locali interessati.

Inoltre, Good Jobs First sottolinea come, nonostante i benefici fiscali ricevuti a livello locale, Intel abbia ottenuto miliardi di dollari in finanziamenti attraverso il CHIPS Act del governo federale degli Stati Uniti. La situazione è complessa: l’azienda ha infatti ottenuto un finanziamento iniziale di 7,86 miliardi di dollari durante l’amministrazione Biden, di cui si ritiene che 2,2 miliardi siano già stati erogati.

La nuova amministrazione di Trump ha poi riconsiderato il programma, portando a un accordo da 8,9 miliardi di dollari per ottenere il 10% delle azioni ordinarie di Intel, comprendente i restanti 5,7 miliardi di dollari del CHIPS Act e ulteriori 3,2 miliardi nell’ambito del programma Secure Enclave per la produzione di semiconduttori per uso militare.

Durante gli ultimi tre anni, si stima che Intel abbia licenziato più di 4.700 dipendenti nei suoi stabilimenti in Oregon e New Mexico, mentre l’azienda affrontava sfide legate a sforzi di ristrutturazione e perdite significative. Queste sono solo una parte dei licenziamenti totali effettuati da Intel nel periodo.

Secondo Good Jobs First, la questione principale è che i siti in questione sono stabilimenti storici di Intel, operanti da decenni. L’azienda dispone già delle strutture, delle infrastrutture, dei lavoratori specializzati e di tutte le altre risorse necessarie che un nuovo sito richiederebbe per gli investimenti. Pertanto, l’organizzazione si chiede se gli sgravi fiscali continuino ad essere davvero necessari o se stiano semplicemente supportando decisioni aziendali che Intel prenderebbe comunque.

Il rapporto rileva inoltre che la storia di Intel in Oregon e New Mexico dovrebbe servire da lezione per altre comunità che stanno considerando di accogliere la produzione di semiconduttori, suggerendo di mettere in dubbio la reale necessità di sgravi fiscali statali e locali. Kristan Wong Karinen, analista di ricerca di Good Jobs First e autore del rapporto, ha dichiarato: “Le agevolazioni fiscali dovrebbero incentivare gli investimenti, non fornire alle aziende un flusso di sostegno pubblico continuo per decenni”.

In risposta alle accuse, Intel ha affermato: “Intel collabora strettamente con i governi delle regioni in cui operiamo per sfruttare gli incentivi che supportano la ricerca e lo sviluppo e la produzione di semiconduttori all’avanguardia. Non forniremo ulteriori dettagli oltre a quanto già disponibile nei nostri rapporti annuali”.

Negli ultimi tempi, Good Jobs First ha indirizzato le sue critiche anche verso i datacenter, evidenziando come diversi stati stiano perdendo miliardi di dollari a causa degli sgravi fiscali offerti ai progetti di server farm.

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