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Open Cosmos lancia i satelliti ConnectedCosmos per la sovranità spaziale europea

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Open Cosmos lancia i satelliti ConnectedCosmos per la sovranità spaziale europea
Satellite Nursery

Open Cosmos sta giocando un ruolo cruciale nel rafforzare la sovranità spaziale europea, presentando i suoi satelliti ConnectedCosmos. Questo annuncio arriva in un momento in cui le preoccupazioni relative alla dipendenza dalla connettività satellitare, soprattutto dopo i recenti eventi che hanno visto limitazioni ai servizi di Starlink in Ucraina, sono aumentate.

Open Cosmos, che opera da oltre un decennio e ha sedi in Regno Unito, Grecia e Portogallo, ha lanciato numerose missioni e offre servizi tramite la sua piattaforma OpenConstellation, che consente agli utenti di condividere i dati provenienti dai satelliti di osservazione della Terra. Nel 2022, la società ha avviato OpenConstellation con l’obiettivo di avere 25 satelliti in orbita che forniscano una combinazione di risoluzione spaziale e spettrale.

Ma è il progetto ConnectedCosmos che attira l’attenzione degli utenti preoccupati per la loro vulnerabilità nella connettività. I primi due satelliti di questa costellazione sono stati lanciati nel gennaio 2026 e Open Cosmos prevede di avere più di 96 satelliti operativi entro la fine del 2028, con un obiettivo di copertura completa entro il 2030. Il fondatore e CEO Rafel Jordà Siquier ha descritto il backbone della connettività come costituito da 192 satelliti, definito “la base, non il limite”.

Open Cosmos ha come obiettivo di produrre un satellite al giorno, una capacità ambiziosa ma realistica, rispetto alla produzione di SpaceX, che prevede circa 70 Starlink a settimana. La costellazione ConnectedCosmos opererà ad un’altezza superiore ai 1.000 km, richiedendo quindi meno satelliti, ma comportando anche un aumento della latenza, stimata tra i 30 e gli 80 millisecondi, adeguata per molte applicazioni, ma non per tutte.

Danielle Edwards, vicepresidente delle comunicazioni commerciali di Open Cosmos, ha chiarito che, al momento, l’azienda non punta a connettività diretta per smartphone, ma si concentra piuttosto sull’IoT. Durante una visita all’impianto di Harwell, la compagnia ha mostrato le sue strutture di assemblaggio e collaudo, che comprendono test di temperatura e pressione, oltre a un tavolo vibrante che simula le condizioni di lancio. I satelliti stessi sono composti da un bus comune, sul quale vengono installati i pannelli solari e il carico utile, pronti per essere immagazzinati in quella che viene definita una “nursery per satelliti”.

Satellite Nursery

Il modello operativo di Open Cosmos è interessante: i satelliti di OpenConstellation utilizzano la costellazione di ConnectedCosmos come backbone per la connettività, mentre quest’ultima offre anche broadband punto a punto. La costellazione è progettata per soddisfare le esigenze di clienti governativi, istituzionali e commerciali che richiedono connettività sicura e resiliente e un chiaro controllo sui dati critici.

Questa offerta si configura come una valida alternativa europea per coloro che sono preoccupati per i servizi esistenti. Anche se il servizio non è pensato per guidare droni ad alta velocità, offre canali di comunicazione sovrani che non dipendono da decisioni arbitrarie. Mentre il sistema Starlink conta oltre 10.000 satelliti, i piani di Open Cosmos sono decisamente più contenuti e meno preoccupanti per gli astronomi.

Con una comprovata esperienza nel settore, grazie alla piattaforma OpenConstellation e alla costruzione di veicoli spaziali su misura per clienti specifici, Open Cosmos rappresenta un realizzabile passo avanti nella riduzione della dipendenza da provider esteri per la connettività satellitare.

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