La Cina ha recentemente annunciato un nuovo pacchetto di restrizioni per l’esportazione di alcune tecnologie legate all’intelligenza artificiale, ma ha rapidamente autorizzato alcune delle sue aziende leader, come DeepSeek e MiniMax, a continuare a vendere i loro prodotti all’estero. Questa decisione sembra mirare a sostenere l’industria tecnologica cinese e a rafforzare la presenza del paese nei mercati internazionali.
Il Ministero del Commercio cinese ha presentato queste restrizioni a metà ottobre, aggiornando il Catalogo delle Tecnologie Proibite e Riservate all’Export in Cina. Le nuove regole richiedono che le aziende cinesi ottengano una licenza per esportare le loro tecnologie, includendo 23 nuove categorie di tecnologie collegate a modelli di grandi dimensioni, agenti intelligenti, cluster di calcolo e elaborazione delle informazioni. Tuttavia, le tecnologie rilasciate sotto licenze open source sono esenti da tali restrizioni.
Nonostante queste nuove limitazioni, i media statali cinesi hanno riportato che DeepSeek e MiniMax hanno ricevuto l’approvazione per continuare a esportare. Entrambe queste aziende sono considerate concorrenti seri dei fornitori americani di intelligenza artificiale, e permettere loro di esportare contribuisce agli obiettivi del governo cinese di sviluppare industrie di esportazione e migliorare il proprio settore tecnologico.
Il nuovo Catalogo offre anche al governo cinese la possibilità di fermare le esportazioni di qualsiasi tecnologia AI che ritenga fondamentale per la sovranità nazionale, come strumenti avanzati di rilevamento errori o applicazioni di uso militare. È importante notare che la Cina non è unica in questo approccio, in quanto anche gli Stati Uniti hanno implementato divieti intermittenti nelle vendite di GPU avanzate verso la Cina.
Il crollo del mercato dei datacenter in Australia
Recenti sviluppi nel settore dei datacenter in Australia hanno evidenziato potenziali problemi. La compagnia Firmus, che opera già quattro datacenter in Australia e in Singapore, ha recentemente annullato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) prevista per il 9 ottobre, che si sarebbe dovuta incendere per circa 5 miliardi di dollari. Nonostante l’interesse di Meta a investire oltre 700 milioni di dollari, il sentiment degli investitori è cambiato drasticamente, spingendoli a richiedere un abbassamento del prezzo delle azioni.
Un secondo avvenimento preoccupante ha coinvolto NEXTDC, un operatore affermato di datacenter, che ha annunciato previsioni di entrate ridotte a causa di una sospensione dei lavori da parte del proprio fornitore energetico, spiegando che si sono fermati a causa delle opposizioni della comunità. Le manifestazioni hanno bloccato l’accesso al sito e il consiglio locale ha deciso di non consentire l’uso delle strade mentre continuano le consultazioni con la popolazione.
Questo contesto rende evidente che l’Australia è desiderosa di attrarre investimenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale, ma deve anche affrontare le sfide di integrazione con i bisogni locali e le questioni legate all’energia rinnovabile.
Grab suggerisce l’uso dei dati per la rilevazione di malattie
Da Singapore, la piattaforma Grab ha proposto che i dati raccolti dalle sue transazioni potrebbero aiutare a rilevare i focolai di malattie. In un comunicato, l’azienda ha osservato che i cambiamenti nella domanda di prodotti da banco potrebbero apparire prima nei report ufficiali dei casi confermati. Questa idea nasce dall’analisi del comportamento dei clienti sulla propria app GrabMart, che potrebbe rilevare variazioni nella domanda di prodotti legati a sintomi di malattie.
Tuttavia, Grab precisa che non intende utilizzare questi dati per diagnosi autonome e che tale monitoraggio richiederebbe l’approvazione governativa e limitazioni temporali chiare.
La Corea del Sud accelera le regole sulla privacy per occhiali intelligenti
In Corea del Sud, il Ministro della Scienza Bae Kyung-hoon ha promesso di accelerare lo sviluppo di normative riguardanti gli occhiali intelligenti, per contrastare la registrazione non autorizzata e possibili abusi durante azioni come gli esami accademici. L’intento è di elaborare linee guida complete a livello ministeriale per gestire l’uso di questi dispositivi nel rispetto della privacy degli individui.
IPO di Jio Platforms in India
Jio Platforms, il principale operatore telefonico dell’India, ha visto un’enorme richiesta per la sua prossima offerta pubblica iniziale (IPO), con investitori che hanno domandato 22 volte le azioni disponibili. Questa IPO, che mira a vendere solo il 3% della società, ci si aspetta che raccolga circa 3 miliardi di dollari e valuterà l’operatore a più di 100 miliardi di dollari. Jio ha attratto oltre mezzo miliardo di clienti sin dal suo lancio nel 2015 grazie a prezzi competitivi e offerte integrate.



