Il browser Arc ha ufficialmente chiuso i battenti, con l’annuncio da parte della Browser Company che la sua dismissione avverrà il 22 dicembre 2026. La notizia è stata divulgata il 22 ottobre, poco più di tre anni dopo il lancio del browser, che ha cercato di rivoluzionare il modo in cui gli utenti interagiscono con il web.
A partire dal 23 novembre, non sarà più possibile registrare nuovi account su Arc. Su iOS e Android si inizierà a disabilitare alcune funzionalità, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale, e non sarà possibile accedere alla sincronizzazione delle schede. Infine, il 22 dicembre, Arc non sarà più disponibile per macOS e Windows e gli account verranno disattivati, con i dati che verranno eliminati entro 30 giorni.
La soluzione proposta dalla Browser Company per gli utenti di Arc è il passaggio al nuovo browser basato su intelligenza artificiale, chiamato Dia. Sarà possibile importare i propri profili nel nuovo ambiente ai-nativo, continuando ad utilizzare le funzionalità precedenti, per quanto in modo limitato.
Quando è stato lanciato, Arc si presentava come un browser innovativo, fondato su Chromium e con un’interfaccia che differiva notevolmente da quella dei concorrenti, sostituendo la tradizionale gestione delle schede con una barra laterale. Tuttavia, nonostante i tentativi di rinnovare l’interazione degli utenti con il web, il browser non ha mai guadagnato una base di utenti sufficientemente ampia.
La situazione attuale di Arc era prevedibile, soprattutto dopo che nel 2025 la Browser Company ha deciso di concentrare i propri sforzi sullo sviluppo di Dia, relegando il vecchio browser a una modalità di manutenzione. Lo stesso anno, l’azienda è stata acquisita da Atlassian, ma Arc non ha mai trovato un seguito significativo.
Il CEO Josh Miller ha espresso il suo orgoglio per ciò che è stato creato insieme alla comunità di Arc, ma ha riconosciuto che questa passione non è bastata per garantire il mantenimento del browser vigente, specialmente con lo sviluppo di Dia in atto. Le speranze di un’apertura del codice sorgente per consentire alla comunità di continuare lo sviluppo di Arc sono state deluse nel 2025, quando Miller ha dichiarato che “Arc non è solo un fork di Chromium … Funziona su un’infrastruttura personalizzata chiamata ADK — Arc Development Kit.”
Pertanto, le innovazioni apportate da Arc hanno trovato una nuova vita in altri browser. Alcuni utenti hanno deciso di passare a soluzioni alternative come il browser Zen, o Vivaldi, apprezzato dai power user. Tuttavia, c’è un rischio significativo nel puntare esclusivamente sui browser ai-nativi in un mercato sempre più affollato. Ad esempio, il browser Strawberry, attualmente in beta, utilizza agenti AI per ottimizzare il flusso di lavoro degli utenti. Sebbene Dia possa essere considerato un successore di Arc, esiste la possibilità che gli utenti si orientino verso altre soluzioni.
In conclusione, la Browser Company si concentrerà esclusivamente sullo sviluppo di Dia. Per la comunità di Arc, è giunto il momento di voltare pagina.



